sabato 6 novembre 2010

Terre gemelle


Da sempre gli studiosi ci hanno insegnato che non esiste nell'Universo nessun altro corpo celeste uguale alla Terra.
Ed invece, grazie al Keck Telescope, è stato possibile individuare numerossime altre "Terre"; circa quattro pianeti su quattro infatti che orbitano attorno alle loro stelle sono del tutto simili al nostro pianeta.
Per l'astronomia quindi si apre una nuova era, ma anche per gli appasionati del programma Sethi, che sperano di contattare altre forma di vita nel cosmo.
I ricercatori europei hanno già pianificato gli studi per scovare tra le altre "Terre" quella gemella alla nostra. La ricerca si prevede avvincente dato che recentemente sono state scoperte nuove galassie, per l'esattezza dieci nuovi ammassi visibili dall'emisfero australe individuati grazie alle loro ombre (ossia le tracce lasciate nella radiazione cosmica di fondo. La scoperta è stata possibile grazie al radiotelescopio millimetrico situato nel deserto di Atacama (Ande, Cile).

lunedì 11 ottobre 2010

La NASA su Flickr

E' recente la notizia che la NASA è entrata su Flickr.
All'interno del progetto Commons, nato per permettere il facile accesso alle foto pubbliche dei maggiori enti governativi americani e non, potrete trovare 180 stupende immagini divise in tre gruppi:
  • Building NASA, che mostra le costruzioni degli impianti di lancio;
  • Launch/Takeoff, immortala i momenti più emozionanti di decollo e atterraggio dei razzi;
  • NASA Center Namesakes, i ritratti dei collaboratori dell'agenzia spaziale.

mercoledì 6 ottobre 2010

Costellazione Idra come il Sistema Solare?

Gli astronomi dell'Osservatorio Europeo Autrale (Eso) grazie ai telescopi del Cile hanno individuato un sistema planetario molto simile al nostro Sistema Solare.
Attorno alla stella HD 10180, nella Costellazione dell’Idra (distante 127 anni luce dalla Terra), orbitano cinque pianeti. La scoperta è stata possibile attraverso l'utilizzo dello spettrografo Harps, con cui sono state misurate le influenze gravitazionali dei corpi celesti in orbita intorno alla propria stella. Così sono stati confermati i cinque esopianeti, che hanno una massa tra le 13 e le 25 masse terrestri e orbite dai 6 ai 600 giorni.
Gli studi però non sono terminati, gli astronomi infatti ritengono probabile la presenza di altri due pianeti: un gigante di 65 volte la massa terrestre e uno di massa 1,4 quella terrestre, forse il più piccolo mai osservato.

lunedì 4 ottobre 2010

Keplero-9b e 9c - Costellazione Lira

La NASA ha reso nota la scoperta di due pianeti leggermente più piccoli di Saturno che orbitano attorno ad una stella, Keplero-9, della costellazione della Lira, a circa 2.000 anni luce da noi.
W. Borucki, ricercatore della missione Keplero, ha dichiarato: ''Questa e' la prima scoperta di pianeti multipli orbitanti intorno alla stessa stella''.
I due pianeti, Keplero-9b e 9c, a differenza della Terra, sono molto più grandi e caldi e ruotano ad una distanza molto ravvicinata alla loro stella. Questa vicinanza ha confermato agli scienziati l'impossibilità della presenza di vita.
Ancora allo studio invece un terzo corpo celeste, sempre in orbita attorno a Keplero-9, di cui non è ancora chiara l'origine; si tratterà di un altro pianeta?

domenica 5 settembre 2010

Terra calamita per gli asteroidi


Donald K. Yeomans della NASA ha dichiarato: "il nostro pianeta attira gli asteroidi, sebbene non rappresentino una reale minaccia considerando la loro grandezza".
Gli asteroidi, infatti, per rappresentare un pericolo devono avere le dimensioni di 10 chilometri, simile all'asteroide che precipiterò sulla Terra 65 milioni di anni fa. Yeomans sostiene che "Fortunatamente però gli impatti di oggetti simili sono davvero molto rari e si verificano almeno ogni 10 milioni di anni".
Nel frattempo il progetto Near Earth Object (NEO), continua a mappare l’Universo alla ricerca di possibili minacce, focalizzando l’interesse sulle rocce della grandezza di almeno un chilometro, che orbitano periodicamente incrociando la Terra.
“Abbiamo scoperto che quasi il 90% della popolazione totale dei NEO sono più ampi di un chilometro, ma nessuno di essi costituisce una minaccia” continua Yeoman. “Il prossimo passo sarà quello di estendere la ricerca a quelli di misura inferiore”.
Riuscire ad individuare questi corpi rimane davvero complesso, in quanto le orbite continuano a mutare per colpa delle interazioni tra pianeti.

sabato 4 settembre 2010

Scoperto supervulcano galattico

Nella galassia M87 all'interno dell'ammasso della Vergine, a circa 50 milioni di anni luce da noi, è stato individuato un super-vulcano galattico. Scoperto grazie all'Osservatorio Spaziale raggi X Chandra (NASA) e ai radiotelescopi Very Large Array del Nuovo Messico. Il vulcano, che ricorda per le sue eruzioni di gas a raffica il vulcano islandese Eyjafjallajokull, secondo gli scienziati ha origine da un buco nero di grandi dimensioni al centro della galassia.
Lo spazio circondante M87 è formato da grandi quantità di gas incandescenti, che quando si raffreddano si riversano verso il centro della galassia diventando freddi e dando vita a nuove stelle. Il buco nero,
presente all'interno della galassia , con l'emissione di potenti getti di particelle di energia interferisce con il processo di formazione di queste nuove stelle. Sono proprio questi getti che sollevano grandi quantità di gas al centro della galassia a dare l'immagine di un'eruzione vulcanica.

Rifiuti cosmici!!

Il problema dei rifiuti è ormai una realtà anche per lo spazio intorno alla Terra. Si tratta dei veicoli spaziali, dei frammenti di satelliti e di residui di razzi. Si è alzato quindi il livello di allerta per i possibili danni e le collisioni con i satelliti attivi in missioni attorno al nostro pianeta.
I dati statistici mettono tra gli Stati maggior produttori di detriti in ordine: la Cina, seguita da Stati Uniti e Russia. I tre Stati hanno prodotto in questi anni ben il 93% della spazzatura spaziale per un ammontare di circa 15.000 detriti.
Il timore degli studiosi è che si inneschi il fenomeno della Sindrome di Kessler. Secondo questa teoria, l’elevato numero di detriti attorno alla Terra può determinare molte collisioni innescando una reazione a catena che aumenterebbe in modo esponenziale il numero dei detriti. Questo porterebbe a seri problemi per l’esplorazione spaziale e il futuro lancio di satelliti.
Per monitorare la situazione gli scienziati della Roscosmos (Agenzia Spaziale Russa) hanno proposto di creare uno spazio aereo internazionale per controllare l’inquinamento spaziale.