
Houston ha iniziato il conto alla rovescia. Domani, infatti, verrà lanciato il
missile Centaur, che colpirà il
cratere di Cabeus sul polo sud del nostro satellite. Tutto questo in diretta internet sul sito della NASA.
La presenza di molecole di ossigeno ed idrogeno, i componenti dell’acqua, è stata osservata dallo spettrometro
M3 (Moon Mineralogy Mapper), della missione indiana
Chandrayyan 1. Incrociando i dati con quelli delle missioni
Deep Impact (missione nata per colpire la cometa Tempel 1) e
Cassini (missione diretta verso Saturno), è stato possibile riscontrare diversi punti in cui sono presenti queste molecole.
La decisione di bombardare la Luna nasce dai risultati della missione Lunar Crater Observation and Sensing Satellite (abbreviata con Lacross), che hanno spinto gli studiosi ha cercare la conferma dell’esistenza dell’acqua sulla Luna.
Il lancio avverrà alle
10.30 (ora italiana). L’impatto violento con la superficie provocherà un cratere profondo circa 4 metri e largo 20. Gli studiosi, però, mirano alla
nuvola di detriti che si alzerà dal cratere, nella quale sperano di trovare tracce di ghiaccio e vapore, a conferma della loro teoria. La scelta di colpire il polo sud della Luna è dovuta alle temperature molto basse e all’assenza di luce diretta del sole (la temperatura di quelle zone arriva anche a -238°C).
Questa nuova attenzione per la Luna nasce dalla necessità di capire come si è formato il nostro satellite.
La teoria più accreditata è quella secondo cui un corpo celeste impattando con la Terra, ha portato al
distaccamento di una parte del pianeta stesso. La massa costituita da magma, una volta raffreddata ha dato vita al nostro satellite. È naturale quindi pensare che l’ acqua sulla superficie lunare sia stata portata dall’impatto con un numero imprecisato di comete, dato che la presenza di magma incandescente è incompatibile con la presenza di acqua.
La scoperta di acqua distribuita sull’intera superficie della Luna, per quanto in piccole quantità, e non solo lungo i poli, non si può però spiegare con le comete. Ritorna quindi la teoria secondo cui il nostro satellite si possa essere
formato per accrescimento, come la stessa Terra, ma in modo indipendente.
Altra teoria quella del
vento solare, una corrente di atomi di idrogeno caricati positivamente emessi dall’atmosfera più esterna del Sole. Questi atomi potrebbero essersi legati con l’ossigeno del suolo lunare dando origine a molecole d’acqua.
Oltre alla curiosità sulle origine della Luna, importante per i ricercatori è la possibilità di costruire
insediamenti umani sfruttando l’acqua già presente in loco sia per le esigenze umane sia come combustibile per ripartire dalla superficie lunare.